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Depixelise
Articolo · 4 min

Immagine vettoriale: cos'è, i formati e come riconoscerla

Un'immagine vettoriale è fatta di forme, non di pixel: cosa cambia rispetto al raster, i formati (SVG, PDF, EPS, AI) e 3 test per riconoscerla.

Di Gaël Pons

Pubblicato il

un portatile sotto un raggio di sole mostra il logo ORBE. molto ingrandito, con i punti di ancoraggio in vista, accanto lo stesso marchio in piccolo su un biglietto da visita e uno sticker Depixelise sul portatile

Un’immagine vettoriale è fatta di forme (linee, curve, aree di colore) invece che di pixel, i quadratini colorati di una foto. Per questo resta nitida a qualsiasi misura, dal biglietto da visita alla vetrina del negozio. È il «file vettoriale» che una tipografia può chiederti per il logo.

Cos’è un’immagine vettoriale?

Un’immagine vettoriale è un’immagine salvata come descrizione delle sue forme, non come un mosaico di punti colorati. Al posto dei pixel il file contiene linee, curve, cerchi e poligoni definiti da coordinate. Come spiega Wikipedia, le forme vengono modellate attraverso calcoli matematici: un segmento, per esempio, è definito interamente da due coppie di valori, le coordinate dei suoi estremi.

Prendi il logo di una pizzeria: un cerchio rosso con il nome scritto dentro. Nel file vettoriale il cerchio è annotato più o meno così: centro in questo punto, raggio tot, riempimento rosso. Ogni lettera del nome è fatta di contorni chiusi, cioè di tracciati. All’apertura il programma legge queste indicazioni e ridisegna il logo alla misura richiesta, dall’icona del sito al telone del gazebo.

Il nome richiama i vettori, i segmenti orientati della matematica. Un’immagine vettoriale si disegna con programmi come Illustrator, Inkscape, CorelDRAW o Figma.

Che differenza c’è tra immagine raster e vettoriale?

La differenza tra immagine raster e vettoriale sta in quello che il file registra: l’immagine raster memorizza il colore di ogni pixel di una griglia fissa, quella vettoriale descrive le forme e le ricalcola a ogni visualizzazione. Sono raster (o bitmap) le foto del telefono, le scansioni e qualsiasi file JPG o PNG, compreso il logo che giri per email.

Il punto debole di un’immagine raster si vede quando la ingrandisci. La griglia ha un numero fisso di pixel: per coprire una superficie più grande il programma deve crearne di nuovi per interpolazione, cioè stimando i colori mancanti a partire da quelli vicini. La voce Grafica raster di Wikipedia definisce queste informazioni «presunte e non necessariamente reali»: ecco perché i bordi diventano morbidi o a scalini. Un’immagine vettoriale invece viene ricalcolata alla nuova misura, e i contorni restano netti: per questo si dice che è scalabile.

Per il tuo logo, in pratica:

Cosa devi fare con il logoSe è raster (JPG, PNG)Se è vettoriale (SVG, PDF, EPS, AI)
Stamparlo su uno striscionese i pixel non bastano, i bordi si sgrananoresta nitido
Cambiare un coloreselezioni i pixel di quel colore, bordi sfumati compresiselezioni la forma e cambi tinta
Tagliarlo nel vinileva prima vettorializzatoil plotter segue i contorni
Ritoccare una fotoè il formato giustonon è adatto

In un logo vettoriale ogni forma conserva la propria tinta: puoi preparare la versione bianca per le magliette scure, o dare a ogni forma il colore Pantone scelto per il marchio, senza ridisegnare nulla. In serigrafia, dove ogni inchiostro ha il suo telaio, le forme già divise per colore risparmiano lavoro al laboratorio.

Dove si usa la grafica vettoriale?

La grafica vettoriale si usa soprattutto quando un disegno deve cambiare misura o guidare una macchina da taglio: nei caratteri del computer, nei loghi, nelle scritte adesive e nei disegni tecnici.

  • I font. Per Wikipedia la definizione dei caratteri è l’uso più evidente sui personal computer: ogni lettera è descritta dal suo contorno, per questo un titolo resta nitido a qualsiasi grandezza.
  • I loghi. Adobe ricorda che i loghi da usare in diverse misure sono spesso gestiti in formato vettoriale. Ma in giro finiscono anche copie in JPG o PNG, prese dalla firma email o dal sito.
  • Le scritte in vinile. Lettere adesive, insegne luminose e decorazioni termoadesive per magliette e cappellini escono da un plotter da taglio, che si interfaccia con programmi vettoriali come CorelDRAW o Illustrator.
  • I disegni tecnici. Wikipedia li cita, con loghi e illustrazioni, tra i lavori per cui i programmi vettoriali sono i migliori.

Non sono vettoriali, invece, le foto, gli screenshot e quasi tutte le immagini che salvi dai social.

Quali sono i formati di un’immagine vettoriale?

I formati più diffusi di un’immagine vettoriale sono SVG, PDF, EPS e AI; Wikipedia aggiunge il CDR di CorelDRAW.

  • SVG (Scalable Vector Graphics): il formato aperto del web, basato su XML e sviluppato dal W3C, che i browser sanno visualizzare. Come aprirlo e quando sceglierlo lo spiega la guida al file SVG.
  • PDF: sviluppato da Adobe nel 1993, può contenere testo, font, immagini e oggetti di grafica vettoriale. Un PDF non è vettoriale per definizione: dipende da cosa c’è dentro.
  • EPS: creato da Adobe alla fine degli anni Ottanta, può contenere informazioni bitmap e dati vettoriali. Adobe ricorda che molte tipografie lo usano per il grande formato.
  • AI: il formato nativo di Adobe Illustrator, un formato proprietario. Altri programmi possono aprirlo, ma Adobe avverte che l’immagine vettoriale potrebbe essere convertita in raster.

JPEG, PNG, GIF, TIFF e BMP, invece, sono formati raster: un file con una di queste estensioni è fatto di pixel, per quanto sia grande, e rinominarlo in .svg non cambia niente. Nemmeno l’estensione .svg basta: nel codice di un SVG si possono incorporare o collegare immagini raster, e il terzo controllo qui sotto serve proprio a scovarle.

Come capire se un’immagine è vettoriale?

Per capire se un’immagine è vettoriale, ingrandiscila al massimo su una curva o sul bordo di una lettera: se compaiono scalini o una sfocatura sono pixel, se il contorno resta liscio anche allo zoom massimo, probabilmente è vettoriale. Il test dello zoom è il più semplice, ma un PNG molto grande regge parecchi ingrandimenti: per esserne certo, aggiungi uno degli altri due controlli.

  1. Lo zoom. Trascina il file in una scheda del browser oppure, se è un PDF, aprilo nel tuo lettore PDF. Premi più volte Ctrl e +, o ⌘ e + sul Mac, e guarda la pancia di una «o» o il bordo di un cerchio: le curve sono le prime a tradire i pixel.
  2. La selezione. Apri il file in un programma vettoriale come Inkscape o Illustrator. Un’immagine vettoriale si seleziona forma per forma; se il logo è raggruppato, in Inkscape un doppio clic sul gruppo ti fa entrare e scegliere le singole forme. Un’immagine raster resta un blocco unico, come una foto incollata.
  3. Il codice. Un SVG è un file di testo: aprilo con un editor come il Blocco note di Windows. Tante righe che iniziano con <path indicano forme, perché <path> è l’elemento generico che definisce una forma. Una riga <image, spesso seguita da una lunghissima stringa di caratteri, segnala di solito un’immagine raster incorporata.

Quali sono i limiti di un’immagine vettoriale?

Il limite principale di un’immagine vettoriale è la fotografia: la voce di Wikipedia ricorda che non è la più adatta alle immagini a toni continui, con mescolanze di colori. Un volto o un cielo al tramonto hanno troppe sfumature per poche forme: per le foto resta la grafica raster, per esempio il JPG.

Un’immagine vettoriale del tuo logo la ottieni prima di tutto da chi l’ha disegnato: chiedi al grafico o all’agenzia il file originale in AI, EPS, SVG o PDF. Cercalo anche nelle vecchie email o nella cartella condivisa dell’associazione.

Se l’originale non c’è più, il JPG o il PNG che hai va vettorializzato: un programma riconosce i contorni nei pixel e li ricostruisce come forme. I tre modi per farlo sono spiegati nella guida su come vettorializzare un’immagine.

E le immagini vettoriali gratis che trovi online? Per una locandina possono andare bene, se la licenza di ogni file lo permette. Su Wikimedia Commons sono ammessi solo contenuti liberi e l’uso commerciale deve essere permesso, ma può essere richiesto di citare l’autore; altrove le condizioni cambiano da un file all’altro. E un file gratuito non significa che tu possa stampare il logo di un’altra azienda o di una squadra.

Come trasformi il JPG del tuo logo in un’immagine vettoriale da controllare subito?

Il JPG o il PNG del tuo logo diventa un’immagine vettoriale con il convertitore di Depixelise, e il risultato lo controlli subito, a schermo. Accetta file fino a 10 MB in PNG, JPG, WebP o SVG; sul nostro server lo sfondo viene tolto e i contorni diventano curve in una decina di secondi.

Il logo convertito appare in grande e lo confronti con l’originale, con il cursore o affiancato. Lì puoi rifare la prova delle curve: zooma al 400 o all’800% sulla «o» e alterna lo sfondo scuro, chiaro e a scacchiera. È gratis al 100%: niente account, niente filigrana.

Il kit per la stampa ti arriva via email, con quattro file: l’SVG, il PNG da 2000 px a sfondo trasparente, la versione monocromatica (tutta nera) e la versione in negativo (tutta bianca) per i tessuti scuri.

Un limite da conoscere: se l’immagine di partenza è troppo piccola, il server la ingrandisce in automatico e ne ricostruisce le forme. In quel caso, nella vista affiancata, controlla lettera per lettera che il risultato resti fedele al tuo logo.

FAQ

Un’immagine vettoriale ha una risoluzione in dpi?

No, un’immagine vettoriale non ha una risoluzione fissa: i dpi (o ppi) sono una misura delle immagini raster, che hanno un numero preciso di pixel. La risoluzione compare quando esporti il vettoriale in PNG o JPG a una certa misura; per sapere fin dove quella copia si stampa nitida, usa il calcolatore pixel in cm.

Un’immagine vettoriale pesa meno di un JPG?

Spesso sì, per un logo fatto di poche forme: Wikipedia nota che anche un’immagine vettoriale di grandi dimensioni occupa poco spazio su disco. Il peso dipende dal numero di forme e non dalla misura di stampa, quindi un’illustrazione con migliaia di tracciati può diventare pesante.

Grafica vettoriale e immagine vettoriale sono la stessa cosa?

In pratica sì: la grafica vettoriale è la tecnica, l’immagine vettoriale è il disegno che ne nasce, e Wikipedia le tratta nella stessa voce. «File vettoriale», invece, indica il file che la contiene, in SVG, PDF, EPS o AI.

Si può trasformare un’immagine vettoriale in JPG o PNG?

Sì, un’immagine vettoriale si converte facilmente in raster: la esporti in PNG o JPG alla misura che scegli. Il passaggio inverso è la vettorializzazione, che secondo Wikipedia può richiedere tempo, a seconda della complessità dell’immagine: per questo conserva sempre il file vettoriale originale.