Colori Pantone: cosa sono e come trovare quello del tuo logo
I colori Pantone sono inchiostri già miscelati: cosa indicano C, U e TCX, perché il CMYK non li riproduce tutti e dove trovare il codice del logo.
Di Gaël Pons
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I colori Pantone sono inchiostri già miscelati, ognuno con un codice come «Pantone 485 C». La tipografia li prepara secondo una formula invece di comporli con i quattro inchiostri della quadricromia, così il colore resta uguale a ogni stampa. Il codice del tuo logo si cerca nel manuale del marchio.
Cosa sono i colori Pantone?
I colori Pantone sono le tinte del Pantone Matching System (PMS), il sistema di identificazione dei colori dell’azienda statunitense Pantone, fondata nel 1962 da Lawrence Herbert. La Wikipedia italiana lo considera la norma internazionale della grafica. Ogni codice indica una tinta piatta, o colore spot: un solo inchiostro, puro o miscelato, che si stampa in un’unica passata.
I colori si scelgono su un catalogo a ventaglio di strisce di cartoncino, che in italiano si chiama mazzetta o tirella: è la vera tabella dei colori Pantone. L’ultima Formula Guide, la mazzetta di Pantone per la grafica, comprende 2.614 colori spot e ne mostra l’aspetto reale su carta patinata e non patinata.
Come si legge un codice Pantone?
Un codice Pantone si legge in due parti: il numero identifica il colore, la lettera finale il tipo di carta a cui si riferisce. C sta per «coated», carta patinata; U per «uncoated», carta non patinata. Sulla carta patinata l’inchiostro resta in superficie, mentre quella non patinata lo assorbe molto di più: per questo, spiega il centro assistenza di Pantone, lo stesso colore appare molto diverso sui due tipi di carta.
Pantone 485 C e Pantone 485 U sono quindi lo stesso inchiostro con due rese. Se stampi su tutte e due le carte, dai alla tipografia entrambi i codici.
I codici con trattino e sigla TCX, come 17-6153 TCX, appartengono invece al sistema Pantone per il tessile: TCX indica un riferimento su cotone tinto. Sono codici di questo tipo a fissare i colori del tricolore: il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 14 aprile 2006 indica i Pantone tessili 17-6153, 11-0601 e 18-1662, su stamina di poliestere, come riporta la voce Bandiera d’Italia. Per il tuo logo, chiedi alla tipografia quale mazzetta usa.
Che differenza c’è tra Pantone e CMYK?
La differenza tra Pantone e CMYK sta nel modo in cui nasce il colore: in quadricromia la macchina compone ogni tinta con puntini di ciano, magenta, giallo e nero, mentre un Pantone arriva in macchina già miscelato e copre la sua area con un solo inchiostro.
Per questo il CMYK non riproduce tutti i colori Pantone. Quando un colore cade fuori dalla gamma dei quattro inchiostri (il gamut), viene sostituito con un colore che la quadricromia riesce a stampare. Secondo la voce inglese di Wikipedia, nel 2000 circa il 30% dei 1.114 colori spot del sistema non si poteva simulare in CMYK. Esistono poi serie Pantone di inchiostri speciali, metallizzati e fluorescenti.
| Quadricromia (CMYK) | Pantone (tinta piatta) | |
|---|---|---|
| Come nasce il colore | Puntini di ciano, magenta, giallo e nero | Un inchiostro già miscelato |
| Gamma di colori | Limitata a ciò che i quattro inchiostri compongono | Anche colori fuori gamut, fluo e metallizzati |
| Adatta a | Foto, sfumature, stampati a colori | Loghi, colori del marchio, serigrafia |
Perché la tipografia ti chiede il Pantone del logo?
La tipografia ti chiede il Pantone del logo perché il codice è univoco: con «Pantone 485 C» sa quale inchiostro preparare, senza indovinare un colore visto sul tuo schermo. Un codice HEX o RGB descrive la luce di un monitor, non un inchiostro.
Un inchiostro standardizzato, poi, si riproduce in modo costante su macchine, tirature e fornitori diversi. Se i biglietti da visita e le magliette della squadra li stampano due laboratori, il codice Pantone dà a entrambi lo stesso riferimento.
Quando serve un colore Pantone per il logo, e quando no?
Un colore Pantone serve quando la tecnica di stampa usa inchiostri preparati a parte, come la serigrafia o l’offset con tinte piatte, oppure quando il colore del logo esce dalla quadricromia e vuoi conservarlo.
| Tecnica | Da dove viene il colore | Il codice Pantone |
|---|---|---|
| Serigrafia | Un inchiostro per ogni telaio | Utile, per preparare la tinta |
| Offset con tinta piatta | Un inchiostro e una lastra in più | Utile |
| Stampa DTF | CMYK più bianco, su pellicola | Solo avvicinato |
| Vinile termoadesivo (flex) | Fogli già colorati, tagliati dal plotter | Il vinile di colore più vicino |
| Ricamo | Fili, non inchiostro | Il filo più vicino |
| Sito e social | RGB e HEX | Non serve |
Nella stampa DTF il disegno viene stampato in CMYK su una pellicola in PET, poi ricoperto da uno strato di bianco: il tuo Pantone viene ricostruito con quattro inchiostri. Il vinile termoadesivo classico si taglia con il plotter da fogli in tinta unita, quindi il laboratorio sceglie il vinile di colore più vicino. A chi ricama dai il codice Pantone e l’HEX: gli servono per scegliere il filo.
Con foto o sfumature nel logo, di solito il Pantone non serve: il lavoro va comunque in quadricromia.
Come trovare il codice Pantone del tuo logo?
Il codice Pantone del tuo logo si cerca prima dove qualcuno l’ha già scritto, poi sulla mazzetta:
- Il manuale del marchio (brand book). Se un’agenzia ha disegnato la tua identità visiva, il codice Pantone compare spesso accanto ai valori CMYK, RGB e HEX.
- Chi ha disegnato il logo. Chiedi al grafico o all’agenzia, oppure cerca in un vecchio preventivo o in una fattura di stampa.
- Il file originale. Un file AI, EPS o PDF può contenere il colore con il suo nome, per esempio «PANTONE 485 C», visibile tra i colori del documento in un programma di grafica vettoriale.
- La mazzetta della tipografia. Lo stampatore la appoggia accanto a un oggetto già stampato con il tuo logo e sceglie il colore più vicino.
Online, i colori si cercano nel Color Finder di Pantone, che però avverte: «Le simulazioni digitali dei colori su schermo potrebbero non corrispondere con esattezza agli standard di Colore Pantone fisici». La scelta finale si fa sulla carta.
Se hai solo un’immagine del logo, il contagocce online rileva i suoi colori principali e mostra per ciascuno l’HEX, l’RGB e una stima CMYK per l’offset; l’immagine viene letta sul tuo dispositivo. Il contagocce non fornisce codici Pantone, e nessuno strumento di Depixelise lo fa: con l’HEX, però, la tipografia sa da dove partire sulla mazzetta. Se un colore è segnalato come «troppo vivace per la quadricromia», per tenerlo così acceso ti serve una tinta piatta.
Si può convertire un codice HEX o CMYK in Pantone?
Convertire un codice HEX, RGB o CMYK in Pantone dà solo un’approssimazione: ottieni il colore Pantone più vicino, non un equivalente esatto. Lo stesso centro assistenza di Pantone spiega che la conversione propone i colori più vicini e altre alternative simili. Per il percorso inverso esiste la Color Bridge, una mazzetta che affianca ogni tinta piatta alla sua simulazione CMYK più vicina.
Anche il CMYK dipende dal profilo di stampa. Il nostro convertitore RGB CMYK lo stima con il profilo FOGRA39, per l’offset su carta patinata: con un altro profilo, soprattutto su tessuto, i valori cambiano. Questo strumento non indica alcun Pantone. Se un convertitore online, anche quello di Pantone, te ne propone uno, fallo confermare sulla mazzetta e approva una prova di stampa prima della tiratura.
Come comunichi il Pantone alla tipografia?
Il Pantone si comunica alla tipografia per iscritto e per intero, numero e lettera («Pantone 485 C», non «485»), insieme a un file vettoriale in cui ogni colore è un’area separata.
- Una riga per colore: il codice Pantone, più HEX e CMYK se li conosci.
- Un file vettoriale: un’immagine vettoriale è fatta di forme e non di pixel, con aree di colore dai bordi netti. Un JPG ha bordi sfumati che non si separano bene: prima va convertito, ecco come vettorializzare un’immagine.
- Il supporto: carta patinata, non patinata o tessuto; sulla carta decide tra C e U.
- Nessun codice? Dillo: la tipografia può cercare il colore sulla mazzetta e mandarti una prova da approvare.
Come prepari il logo per una stampa a un solo colore Pantone?
Per stampare il logo in un solo colore Pantone, come su una tote bag serigrafata, ti serve una versione a un’unica tinta, a cui lo stampatore applica il tuo codice. Questa versione monocromatica non devi ridisegnarla: Depixelise la prepara gratis al 100%.
Il convertitore accetta il logo che hai già, in PNG, JPG, WebP o SVG e con un peso massimo di 10 MB. In circa dieci secondi il nostro server elimina lo sfondo e trasforma i contorni in forme vettoriali. Il risultato compare subito, in grande. Alla voce «Versione» scegli «Mono» per vedere il logo con un solo inchiostro, e puoi zoomare fino all’800% per controllare le lettere piccole.
Nella email trovi quattro file, il kit per la stampa: la versione monocromatica tutta nera, il file SVG per il laboratorio, un PNG trasparente da 2000 px e il negativo, tutto bianco, per i capi scuri. Niente account, niente filigrana.
Depixelise non stampa nulla, e i colori dell’SVG sono colori da schermo. Su un logo a due colori controlla che la versione monocromatica resti leggibile. Un’immagine molto piccola viene ingrandita e le sue forme ricostruite: confrontala con l’originale.
FAQ
La mazzetta Pantone è gratis?
No, la mazzetta Pantone è a pagamento: sul sito italiano di Pantone il Formula Guide Set, con le guide per carta patinata e non patinata, costa 263,52 € IVA inclusa (prezzo al 23 ottobre 2026). Secondo la voce inglese di Wikipedia, Pantone consiglia anche di ricomprare le guide ogni anno, perché i loro inchiostri ingialliscono con il tempo. Il Color Finder online, invece, si consulta liberamente.
Un logo può avere più colori Pantone?
Sì, un logo può avere più colori Pantone, un codice per ogni tinta piatta. Ogni colore in più è però un inchiostro in più, quindi una lastra in più in offset e un telaio in più nella serigrafia su magliette: costi e rischi di stampa crescono con il numero di colori spot.
Che differenza c’è tra Pantone e RAL?
Pantone e RAL sono due scale di colori diverse: Pantone è nato per la stampa, mentre il RAL è una scala di colori normalizzata usata soprattutto per vernici e rivestimenti. Un codice RAL ha quattro cifre e la prima indica la famiglia di colore: RAL 3000, per esempio, è un rosso fuoco.
Qual è il colore Pantone dell’anno 2026?
Il colore Pantone dell’anno 2026 è Cloud Dancer, codice PANTONE 11-4201. Il Pantone Color Institute proclama un colore dell’anno dal 2000. È una tendenza di stile, non un motivo per cambiare i colori del tuo logo.